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Antichi rimedi contro il declino cognitivo #3

Antichi rimedi contro il declino cognitivo ( 3 parte ): Amplificatore di Segnali di Marco Angarano.

Shankhpushpi è un rimedio della medicina Ayurvedica considerato come rasayana, “ringiovanente”, ed è indicato per gli stati neuropsichiatrici come l’epilessia, psicosi, insonnia, affaticamento, bassi livelli di energia, perdita di memoria, ansia, stress, nevrosi e debolezza nervosa.

I suoi effetti terapeutici sono stati rivendicati contro una vasta gamma di disturbi, tra cui anoressia, disturbi addominali, ipertensione, stomatite, sterilità nelle donne, ematemesi e malattie della pelle. Il principale utilizzo di Shankhpushpi resta quello relativo all’azione sul sistema nervoso centrale, in particolare per aumentare la memoria e migliorare le capacità cognitive. Le informazioni ottenute dalla letteratura sanscrita e da altre fonti hanno rivelato l’esistenza di diverse specie botaniche chiamate Shankhpushpi, che sono utilizzate come pianta intera in varie ricette ayurvediche descritte nei testi antichi, singolarmente o in combinazione con altre specie.

Nella Farmacopea Ayurvedica dell’India, Shankhpushpi è indicato come Convolvulus pluricaulis Choisy. (Convolvulaceae), ma si fa riferimento anche a Evolvulus alsinoides Linn. (Convolvulaceae) e Clitoria ternatea Linn. (Papilionaceae), piante utilizzate con lo stesso nome in determinate regioni dell’India. Per ovviare alle controversie dettate da queste differenze sono stati condotti alcuni studi sulle informazioni scientifiche disponibili in termini di caratteristiche farmacognostiche, costituenti chimici e attività farmacologiche. I ricercatori concludono che oggi con le moderne tecnologie analitiche (UV, TLC, HPLC, HPTLC, GC, micro-array, ecc.) si possono analizzare i prodotti a base vegetale e gli integratori e utilizzare parametri di identificazione delle sostanze chimiche e dei biomarker, in modo da validare e giustificare le indicazioni delle formulazioni contenenti Shankhpushpi, caratterizzando con precisione la materia prima botanica.

Il profilo fitochimico di Convolvulus pluricaulis è caratterizzato principalmente da diversi alcaloidi, flavonoidi, carboidrati, fitosteroli e cumarine, sostanze a cui sono ascrivibili i maggiori effetti biologici. La ricerca clinica pubblicata nella letteratura occidentale è scarsa; indagini precliniche in vitro e in vivo hanno dimostrato diverse attività: nootropica (termine la cui etimologia dal greco significa “che sorveglia la mente”), ansiolitica, antidepressiva, antiossidante, ipolipemizzante, immunomodulante, antinfiammatoria, analgesica, antimicrobica, antidiabetica, antiulcera.

Studi clinici condotti in Asia su formulazioni in combinazione con altre piante giustificano il potenziale di Shankhpushpi come tonico delle funzioni cerebrali e cognitive rivendicato dall’uso tradizionale. Due recenti studi clinici, effettuati rispettivamente su gruppi di 80 e 44 pazienti affetti da demenza e Alzheimer, riportano che la somministrazione di Shankhpushpi per due mesi ha migliorato sia la qualità della vita sia lo stato mentale dei pazienti misurato con la Clinical Dementia Rating Scale-II, risultati che supportano l’attività positiva di questo rimedio ayurvedico sulla sfera cognitiva.

Bibliografia:

Sethiya NK et al. An update on Shankhpushpi, a cognition-boosting Ayurvedic medicine. J Chin Integr Med / Zhong Xi Yi Jie He Xue Bao. 2009; 7(11): 1001- 1022.